Anche l’alimento primario per eccellenza diventa clandestino, abusivo e in alcuni casi perfino tossico.  Cresce il fenomeno dei forni abusivi e delle vendite illegali porta aporta o addirittura negli uffici pubblici e privati delle città.

L’immediato vantaggio per l’acquirente? Un risparmio economico in media di un euro rispetto alla pagnotta acquistata in un rivenditore autorizzato. I costi di questa pratica fuori legge, però, sono altissimi già nel breve e medio periodo sul piano economico e della salute.
QUANDO IL PANE E’ CLANDESTINO - Il mondo delle autorizzazioni è stato liberalizzato nel 2008 con il famoso decreto Bersani, ma la produzione di pane è soggetta a una serie di vincoli normativi in primis sul fronte dei controlli e delle precauzioni igienico-sanitarie. Se la panificazione avviene al di fuori del recinto delle regole, tecnicamente è illegale.

Il che ha due immediate ricadute: sanitarie ed economiche.

Sanitarie perché la produzione non è soggetta ad alcun controllo. Di recente, ad esempio,  è stato scoperto in dei forni che veniva utilizzata legna verniciata piuttosto che pezzi di plastica. Materiale, dunque, altamente nocivo per la salute. Non solo, ma anche la selezione delle materie prime (farina, lievito…) è fuori controllo.


Il danno pubblico è doppio, perché i circuiti clandestini eludono anche le norme fiscali e quelle sul lavoro. Si materializza, insomma, una vera e propria concorrenza sleale che alla lunga è destinata a mettere in ginocchio chi opera in punta di diritto e a regola d’arte.

Il caso più diffuso è quello della vendita porta a porta, oppure all’esterno attraverso l’uso di furgoncini e autovetture, il pane fuori legge viene venduto nei mercatini rionali e perfino negli uffici pubblici e privati, dalle Poste fino alle banche. Il fenomeno è talmente diffuso da portare preoccupazione per la salute dei consumatori, ignari di come viene prodotto il pane e incoscienti nel voler mettere a rischio l’incolumità propria e dei propri figli.
PANIFICATORI IN AGITAZIONE - Il fenomeno è diffuso in tutto il territorio nazionale, a tal punto  i panificatori associati all’Assipan da tempo hanno dichiarato lo stato di agitazione, proponendo un protocollo d’intesa con forze dell’ordine e Azienda sanitaria provinciale per meglio collaborare nella lotta ai fornai illegali.

Per rendere meglio l’idea ecco un video di quello che succede a Napoli, che poi  non è molto diverso da quello che succede nel resto d’Italia …

Pensateci bene prima di comprare il pane dall’abusivo, dal vicino di casa o nelle piazze o nei mercatini, questi abusivi non pagano le tasse e lo dovete fare voi per lui !!

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