In momenti così difficili che molte famiglie stanno vivendo, vuoi la perdita del lavoro, vuoi le pensioni troppo basse per arrivare a fine mese, sarebbe bello se ci fosse un pizzico in più di solidarietà anche per chi è meno fortunato di noi.

A Napoli c'è un' usanza nata nel secondo dopoguerra, affonda le radici nella generosità nobiliare ed è oggi una radicata abitudine. Quando un cliente ordina un caffè sospeso, si trova a pagare due caffè pur ricevendone uno solo. In questo modo, quando una persona bisognosa entra nel bar può chiedere se c'è un caffè sospeso: in caso affermativo, riceve la consumazione di una tazzina di caffè come se gli fosse stata offerta dal primo cliente.

A Padova, Dopo "il caffè sospeso napoletano", nasce "il pane sospeso padovano".
Al lancio dell’iniziativa hanno già aderito 17 panifici. 

ll nome del progetto è “Pane in attesa” e vuole opporsi all’individualismo sfrenato, nemico di ogni comunità. L'idea di avvicinare le persone alla condivisione offrendo la possibilità di compiere un gesto concreto in favore di un concittadino che ha bisogno, contribuendo in tal modo ad accrescere il senso di comunità e il benessere personale e collettivo.

L’iniziativa si articola in tre fasi: nella prima il cliente, dopo aver comprato il pane per sé, sarà invitato ad acquistarne uno in più che sarà lasciato in deposito al negoziante; nella seconda fase il panettiere segnalerà il pane “in attesa” con un segnaposto in bella vista sul bancone; quindi, terza fase, l’avventore successivo, se ne avrà bisogno, potrà ritirare il pane gratuitamente.

 Ogni giorno è un buon giorno per essere più buoni ed occuparsi degli altri.

 Speriamo che altri prendano spunto dai fornai padovani.

 

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